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Alimentazione in gravidanza

La gravidanza è un momento molto intenso nella vita di una donna, e rappresenta una condizione di rara unicità: si porta in grembo un corpicino in formazione e lo si accompagna lungo tutte le sue tappe.L’embrione prima e il feto poi, dipendono in tutto e per tutto dalla madre, cui sono collegati mediante un sofisticatissimo […]

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La gravidanza è un momento molto intenso nella vita di una donna, e rappresenta una condizione di rara unicità: si porta in grembo un corpicino in formazione e lo si accompagna lungo tutte le sue tappe.L’embrione prima e il feto poi, dipendono in tutto e per tutto dalla madre, cui sono collegati mediante un sofisticatissimo organo in grado di svolgere innumerevoli funzioni: la placenta.

La donna, in questo periodo, ha una responsabilità importante sia nei confronti del bambino in formazione- di cui è la fonte di nutrimento- sia di se stessa: tutti i cambiamenti dell’assetto ormonale e della fisiologia che si accompagnano alla gravidanza richiedono al corpo materno grandi capacità di adattamento. Ci sono diverse accortezze che si possono prendere quotidianamente (un po’ di attività fisica per tenere alte le performance e favorire il corpo durante il parto, l’utilizzo di calze drenanti per evitare una compressione della circolazione femorale e la ritenzione, e via dicendo…) e l’alimentazione svolge in questo senso un caposaldo.

Poche regole molto importanti

Ci sono dei capisaldi che presentano una grande validità anche durante la gravidanza, e tutto è strettamente legato al fatto che nei nove mesi di vita intrauterina a livello del bambino avvengono processi tali per cui un’ottima alimentazione diventa strumento di sostegno alla crescita. Mai come in altre circostanze è vero che ciò che si mangia va a formare e costituire l’organismo in crescita.

  1. La glicemia va tenuta sotto controllo
  2. Frutta e verdura a volontà
  3. La qualità è importante
  4. Meglio il pesce piccolo
  5. Evitare l’alcol
  6. Attenzione a te e caffè
  7. Limitare l’uso di sale

 

Le regole più da vicino

  1. La glicemia va tenuta sotto controllo

Mai come in gravidanza è importante che la glicemia non sia né troppo elevata né troppo bassa. Una glicemia troppo elevata, infatti, è per l’organismo una fonte di stress. Lo stress, a sua volta, va ad agire sull’asse dell’ipotalamo-ipofisi- surrene, con maggiore produzione di cortisolo – per antonomasia l’ormone dello stress (vedi Lo stress: una definizione tra medicina e psicologia). Da alcuni studi è emerso che alti livelli di cortisolo in gravidanza (prodotti anche in caso di emozioni stressanti vissute per lunghi periodi) influiscono sulla formazione di sinapsi neuronali a livello del cervello del bimbo in evoluzione.

In gravidanza, poi, c’è una maggior tendenza all’insulino-resistenza, con successivo aumento della glicemia. Si può verificare quello che è chiamato diabete gestazionale, che spesso è la slatentizzazione di una insulino-resistenza preesistente e che sembra essere un evento prognostico della futura comparsa di diabete dopo la gravidanza.

D’altro canto durante il periodo gestazionale è bene evitare anche condizioni in cui la glicemia si abbassi molto – ipoglicemia– poiché in questo caso si potrebbe causare sofferenza fetale.

Per evitare sbalzi di glicemia è pertanto preferibile assumere alimenti con indice glicemico basso o medio (a tal proposito vedi Indice Glicemico e Come abbassare l’Indice Glicemico) ed evitare quindi gli zuccheri più raffinati. Prediligere pasta o riso integrale, rispetto a quelli con la farina raffinata.

Si possono inoltre preferire degli spuntini, onde evitare drastici abbassamenti della glicemia.

Per migliorare il metabolismo del glucosio può essere utile il consumo di aglio e cipolla, nonché aloe, fieno greco e ginseng.

2. Frutta e verdura a volontà

In gravidanza è bene assumere vitamine e fibre. In questo frutta e verdura sono di aiuto. L’obiettivo è doppio: da una parte si vuole garantire tutti gli oligoelementi necessari alla crescita del bambino (in questo senso il ginecologo prescriverà sempre l’assunzione di acido folico per il primo periodo della gravidanza), dall’altra l’assunzione delle fibre presenti nei vegetali aiuta l’intestino a mantenere la propria regolarità. Durante la gestazione c’è una maggior tendenza alla stitichezza, infatti. E’ bene lavare in modo accurato i vegetali.

E’ inoltre positivo sperimentare la più grande varietà di frutta e verdura possibile: il feto acquisisce il senso del gusto a partire dalla 14ima settimana e attraverso la casuale ingestione di liquido amniotico. Potrebbe pertanto essere utile abituare il futuro bambino ai sapori più disparati.

3. La qualità è importante

Per quanto sia economicamente più impegnativo da realizzare, è consigliabile mangiare alimenti biologici: in tal modo si riduce l’esposizione a pesticidi e additivi.

4. Meglio i pesci piccoli

Sogliola, merluzzo, nasello, trota, palombo, dentice, orata, meglio se cucinati arrosto, al cartoccio, al vapore o in umido rappresentano i pesci ideali. Invece tonno e pesce spada è bene non siano consumati di frequente, in quanto presentano alte dosi di metalli pesanti che tendono ad accumularsi in chi li mangia e sono difficili da smaltire.

Il pesce è utile per l’assimilazione degli acidi grassi polinsaturi buoni, utili per ridurre il livello di infiammazione generale.

5. Evitare l’alcol

L’alcol è una sostanza con riconosciute proprietà cancerogene. Dal momento che non sono conosciute le dosi minime in grado di provocare danno, il suggerimento è quello di evitarne il consumo. Non tutti i medici applicano regimi così restrittivi, tuttavia è bene non rischiare. Se non si può resistere alla tentazione, però, è importante limitarsi a modiche quantità di vino o birra di buona qualità.

L’alcol raggiunge il feto a pochi minuti dall’ingestione, ma il feto non può metabolizzarlo perché privo degli enzimi adatti e di conseguenza l’alcol e i suoi metaboliti tendono ad accumularsi nel suo sistema nervoso e in altri organi danneggiandoli.

6. Attenzione a te e caffè

Il caffè –come anche tè, bibite tipo cola e cioccolato- contiene le cosiddette sostanze “nervine” (con potere eccitante) e pertanto va assunto con moderazione perché è in grado di attraversare la placenta. II metabolismo della caffeina, inoltre, durante la gravidanza è rallentato di 15 volte e le mamme sono più sensibili ai suoi effetti.

7. Limitare l’uso di sale

Il sale e gli alimenti molto salati (cibi sotto sale o conservati in genere, olive e sottaceti, salatini, salumi, formaggi stagionati o molto salati) vanno tenuti sotto controllo perché rappresentano un rischio per le malattie cardiovascolari e ipertensione. E’ bene non eccedere, pertanto,  tranne in caso di nausea e vomito dei primi mesi, in quanto spesso salatini e simili sono fra i pochi alimenti graditi

Prevenire la toxoplasmosi e altre infezioni

Per coloro che non abbiano preso la toxoplasmosi prima di iniziare la gravidanza vanno prese ulteriori precauzioni alimentari:

  • le verdure vanno lavate bene con acqua corrente per rimuovere ogni traccia di terra
  • carni e salumi crudi vanno evitati; i salumi cotti potrebbero avere il toxoplasma se tagliati con strumenti che hanno affettato carni e salumi crudi. Va lavato con cura il ripiano della cucina sporco di lavatura delle carni e bisogna evitare il contatto con cibi già pronti al consumo (come ad esempio il pane). Una corretta affumicatura (esempio lo speck) può distruggere il toxoplasma. Anche il congelamento a -18/20°C degli affettati distrugge il toxoplasma
  • il pesto preconfezionato è consigliabile congelarlo e consumarlo dopo alcuni giorni (può provocare la toxoplasmosi se le foglie di basilico non sono lavate bene; il congelamento del vasetto distrugge il toxoplasma)
  • è meglio evitare latte, latticini e formaggi non pastorizzati (acquistati direttamente in cascina) possono provocare brucellosi e listeriosi; il rischio non esiste invece per i prodotti pastorizzati dei caseifici); ed anche formaggi a breve stagionatura, a pasta molle o semimolle, con muffe (sempre per il rischio di listeriosi)
  • evitare il salmone affumicato (può causare listeriosi; la cottura elimina il rischio);
  • evitare i molluschi crudi e il pesce crudo (rischio di epatite A);
  • evitare uova sporche e consumate crude per preparare maionese e zabaioni (salmonellosi).

 

Altri comportamenti utili da adottare:

  • il cibo non deve entrare in contatto con insetti (mosche, scarafaggi) e roditori (topi)
  • non si deve entrare in contatto feci del gatto (nel caso si debba pulire la lettiera è opportuno indossare i guanti)
  • dopo aver accarezzato gatti, cani e altri animali è sempre opportuno lavarsi le mani

 

Qualche suggerimento per lo streptococco

Uno dei test che si eseguono nell’ultima parte della gravidanza è il tampone per lo Streptococco di gruppo B. Si tratta di un batterio che partecipa alla normale flora intestinale e vaginale (un terzo delle gestanti è portatrice, infatti). Un esposizione fetale durante il travaglio ed il parto possono avere delle conseguenze per il neonato: può colonizzarne la pelle e le pliche cutanee e in casi più rari provocare gravi infezioni (come polmoniti, setticemie e meningiti). Il riscontro di un tampone positivo per lo streptococco richiede che durante il parto la mamma debba assumere l’antibiotico endovena.

Per provare ad eliminare lo streptococco durante le prime fasi della gravidanza si può ricorrere ad alcune precauzioni:

  • assumere alimenti fermentati nella dieta, come yogurt, kefir, miso e crauti
  • utilizzare integratori probiotici a livello orale e/o vaginale
  • assumere vitamina C, propoli, aglio ed echinacea, che stimolano e rendono più efficiente il sistema immunitario

 

Articoli correlati:

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Bibliografia:

  • Buckley S.J. Partorire e accudire con dolcezza. La gravidanza, il parto e i primi mesi con tuo figlio, secondo natura. 2012, Edizioni Il Leone Verde
  • Bottaccioli F, Il sistema immunitario: la bilancia della vita, 2008, Tecniche Nuove
  • Bottaccioli F e Carosella A, Immunità, cibo e cervello, 2009, Tecniche Nuove

Sitografia:

 

 

 

 

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