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Prepararsi alla gravidanza con la Medicina Ayurvedica

In un momento storico in cui la maternità viene progressivamente posticipata (in Italia il primo parto è in media a 31,8 anni, posizionandosi come ultimo paese d’Europa), è quanto mai importante mettersi nelle condizioni migliori per affrontare la gravidanza e il periodo che ne consegue: in questo senso è molto utile la Medicina Ayurvedica, sistema […]

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In un momento storico in cui la maternità viene progressivamente posticipata (in Italia il primo parto è in media a 31,8 anni, posizionandosi come ultimo paese d’Europa), è quanto mai importante mettersi nelle condizioni migliori per affrontare la gravidanza e il periodo che ne consegue: in questo senso è molto utile la Medicina Ayurvedica, sistema medico in grado di prendersi cura della vita in tutte le sue fasi ed in tutti i suoi aspetti.

L’idea che predomina il concepimento è quella di trasmettere alla prole il miglior patrimonio genetico possibile e consentire al feto di svilupparsi nell’ambiente più sano e fertile. La preparazione al concepimento diventa pertanto un momento cruciale ed indispensabile, che non si limita al mero tentativo di rimanere incinta, ma prevede di adottare pratiche in grado di incrementare il livello di salute dei futuri genitori.

Secondo la Medicina Ayurvedica quattro sono gli aspetti cruciali per un buon concepimento:

  1. le buone condizioni dell’ovulo materno
  2. le buone condizioni degli spermatozoi
  3. le buone condizioni del sistema riproduttivo
  4. il giusto tempo del concepimento.

E’ ormai risaputo che il ciclo femminile viene influenzato negativamente dalle tossine ambientali, da una ridotta conta spermatica, da infezioni che affliggono l’apparato riproduttivo, dalle irregolarità ormonali, da un insufficiente quantitativo di grasso corporeo, da fumo, droga ed alcol e numerosi altri fattori. La medicina ayurvedica tiene conto di tutte queste componenti e di come esse si relazionino con i 4 punti sopracitati.

Le buone condizioni dell’ovulo materno

Una donna alla nascita presenta quasi 2 milioni di ovociti. Questo numero scende a 250.000 al momento dell’adolescenza, ma nei fatti giungono a maturazione solamente circa 400 ovociti nel periodo fertile della sua vita. Questo impressionante deposito cellulare rimane nelle ovaie fin quando non viene portato a maturazione. Ma affinché l’ovocita prescelto venga nei fatti reclutato ci vogliono circa 110 giorni: questi 3-4 mesi antecedenti all’ovulazione sono necessari per la polarizzazione.

La polarizzazione è il processo secondo cui i componenti dell’ovulo vengono organizzati. Gli aspetti che sono in grado di influenzarla sono l’ambiente, la nutrizione e gli eventi che intercorrono in quel periodo. Quindi, potremmo dire che la salute degli ovociti è l’espressione della salute della donna. Ma non solo: se consideriamo che le scelte di vita possono influenzare mesi prima l’ovocita, possiamo anche supporre che questi stessi fattori incidano sullo sviluppo del feto. In altre parole: più l’essere umano è giovane più è vulnerabile ai fattori esterni.

Le buone condizioni degli spermatozoi

Esattamente lo stesso ragionamento fatto per gli ovociti è riferibile agli spermatozoi: nel loro caso sono necessari tre mesi affinché dal tubulo seminifero, dove vengono prodotti, arrivino all’eiaculazione. Di quasi 500 milioni di spermatozoi eiaculati durante un rapporto, circa 4.000 raggiungono l’ovocita e di essi solamente uno sarà in grado di fertilizzarlo. Ecco perché anche l’uomo deve prendersi cura della sua salute nei mesi precedenti al concepimento.

Tra il 1938 e il 1991, su 21 paesi, è risultato che la conta spermatica si sia ridotta del 50%, mentre il cancro testicolare si è triplicato. Secondo questi dati, riportati dal ricercatore danese Niels Skakkebeak, tale trend potrebbe essere riconducibile all’esposizione durante la vita fetale e neonatale ad un quantitativo sempre maggiore di interferenti endocrini, ovvero sostanze chimiche in grado di interferire con il sistema endocrino (a tal proposito Interferenti Endocrini e Interferenti Endocrini parte II: gli Ftalati).

Non solo: anche il fumo può incidere (in questo caso prevalentemente sulla parte genomica) così come i classici sellini della bicicletta, se usati per lunghi periodi.

Le buone condizioni dell’apparato riproduttivo

I fattori che concorrono al successo nel concepimento sono numerosi: un corretto afflusso sanguigno all’utero, un ovocita in buone condizioni, sufficienza di fluidi, ormoni sessuali in equilibrio, un’ovulazione regolare. Esiste infatti anche quella che è definita come infertilità ovulatoria, ovvero l’infertilità correlata ai processi di maturazione dell’ovulo o al rilascio dell’ovulo maturo. Questa condizione trova, fra le molteplici cause, anche una correlazione con l’assunzione di acidi grassi trans, in grado di ridurre la sensibilità all’insulina e di aumentare i processi infiammatori.

Stabilire una buona salute riproduttiva consiste nel regolarizzare gli ormoni e di conseguenza il ciclo, nell’avere una dieta che apporti cibo di buona qualità in giusta quantità (per esempio che promuova l’introito di acidi grassi insaturi, con proprietà antiinfiammatorie, e riduca invece i carboidrati raffinati) e nell’acquisire buone abitudini (partendo dai suggerimenti di Obiettivo salute: vivere meglio in 4 mosse, per esempio).

Il giusto tempo del concepimento

La definizione di tempo del concepimento ha una valenza più estesa del solo momento corretto del ciclo. La Medicina Ayurvedica tiene conto anche del momento che la coppia sta attraversando (è armoniosa la relazione? Sono serene le menti dei futuri genitori?), e anche dell’età biologica degli interessati. Sarebbe opportuno che la donna concepisse tra i 18 ed i 35 anni, in quanto è il momento in cui è fisicamente, mentalmente ed emotivamente meglio equipaggiata per affrontare la maternità. Per l’uomo l’età può essere parzialmente posticipata, ma sarebbe sempre meglio che si verificasse entro i 50 anni.

Minore è l’età, infatti, minori sono le probabilità di malattie e di aborti spontanei (se questi ultimi, infatti, si propongono intorno al 15% di casi in donne tra i 25 ed i 35 anni, la percentuale raggiunge il 40% nelle quarantenni). Se poi la madre fuma è come se si aggiungessero 10 anni alla sua età biologica.

Infertilità e sterilità: qualche dato

In Italia, secondo l’infografica realizzata dalla Clinica per la Procreazione Medicalmente Assistita Alma Res, che raccoglie dati ISTAT ed Eurostat, è un fenomeno in aumento che riguarda il 15% delle coppie italiane. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è una patologia definibile come assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti non protetti mirati.

Le cause si distinguono in:

  1. patologie che colpiscono le donne (coinvolte nel 39,2% dei casi) per ridotta riserva ovarica, alterazione delle tube, inferilità ovulatoria-endocrina, endometriosi, poliabortività, fattore multiplo femminile
  2. patologie che colpiscono gli uomini (nel 25,8% dei casi), legate per il 60% dei casi all’inquinamento dovuto a polveri sottili
  3. infertilità di coppia (18,2%)
  4. infertilità idiopatica (16,2%), cioè non spiegabile.

Se una coppia ha già avuto figli, ma non riesce ad averne altri, si dice affetta da infertilità secondaria.

Quando si parla di sterilità, invece, si intende le coppie affette da una precisa patologia irreversibile o che restano non fertili anche dopo un iter diagnostico e terapeutico esauriente e svolto in un tempo ragionevole. Quando la sterilità è una condizione permanente non resta che rivolgersi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita più sofisticate.

L’invecchiamento degli ovociti è un fattore di sterilità particolarmente rilevante. Gli ovociti di donne non più giovani hanno più spesso anomalie genetiche (cromosomiche) e, se fecondati, possono dare luogo ad embrioni malformati, spesso abortiti spontaneamente (la percentuale di bambini con Sindrome di Down, ad esempio, è di 1 su 2000 in donne di 20 anni, 1 su 900 in donne di 30 anni, 1 su 350 nelle donne di 35 anni, 1 su 110 nelle donne di 40 anni, 1 su 25 nelle donne di 46 anni).

Epigenetica già nell’utero materno

Il punto su cui un sistema antico come la Medicina Ayurvedico e le scoperte scientifiche più recenti convergono è l’epigenetica, ovvero la possibilità che l’espressione dei geni (NON la loro struttura) vari attraverso l’interazione con l’ambiente. La possibilità di influenzare il genoma attraverso quello che è l’ambiente in cui si vive diventa ancora più importante se pensiamo alla delicatezza del processo che porta alla formazione dell’individuo. Nel percorso intrautero le cellule hanno la potenzialità per differenziarsi in tutti i tipi cellulari necessari e vengono pertanto chiamate totipotenti. Ciò che determina il loro indirizzamento verso la tipologia cellulare specifica (cellule muscolari, piuttosto che neuroni, piuttosto che globuli rossi) è l’informazione, e l’informazione viene conferita dall’ambiente in cui si trova la cellula. Ecco perché curare l’ambiente, che in questo caso è e rimane il corpo umano, il corpo della madre, è un aspetto essenziale per garantire alle cellule fetali l’espressione del loro potenziale.

Gli studi, anche i più recenti, continuano a ribadire come i meccanismi che soggiaciono all’ereditarietà di alcune problematiche, come le malattie metaboliche, hanno una forte componente di epigenetica. I fattori che concorrono alla regolarizzazione dell’epigenetica sono davvero numerosi e ancora largamente sconosciuti. E il ruolo del microbiota sembra avere un peso sempre maggiore, aggiungendo una nuova variabile di cui tener conto.

Ecco perché la Medicina Ayurvedica è quanto mai attuale. Il principio di fondo che anima la Medicina Ayurvedica, infatti, è che prima di mettere al mondo un altro essere vivente i genitori dovrebbero lavorare per riacquisire salute e potenziare il loro benessere fisico e mentale, e curare tutti gli aspetti della loro vita già a partire da 5-6 mesi prima della ricerca di un figlio, per poter offrire le migliori condizioni al bambino. Tutto ciò tenendo conto dell’unicità degli individui e della millenaria sapienza a disposizione. 

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Bibliografia:

Claudia Welch, Balance Your Hormones, Balance Your Life, 2011 Da Capo Long Life Edizioni

Portha B, Grandjean V, Movassat J,  Mother or Father: Who Is in the Front Line? Mechanisms Underlying the Non-GenomicTransmission of Obesity/Diabetes via the Maternal or the Paternal LineNutrients. 2019 Jan 22;11(2). pii: E233. doi: 10.3390/nu11020233.

.Weaver JR1, Susiarjo M, Bartolomei MS. Imprinting and epigenetic changes in the early embryoMamm Genome 2009 Sep-Oct;20(9-10):532-43. doi: 10.1007/s00335-009-9225-2. Epub 2009 Sep 16.

Sitografia

http://old.iss.it/rpma/index.php?lang=1&id=131&tipo=17

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