post-title Ha senso prepararsi alla Gravidanza?https://sentierodellasalute.com/wp-content/uploads/pregnancy-1410705_1280.jpg 2019-02-28 15:30:09 yes noInserito da

Ha senso prepararsi alla Gravidanza?

Ha senso trasformare la ricerca di un figlio in un momento di potenziamento della salute personale e del proprio partner? Ha senso pensare di apportare dei benefici nei futuri genitori nella speranza che ne goda anche il nascituro? Sì, se si comprende il ruolo cruciale dell’epigenetica e del microbiota. Epigenetica: l’importanza dell’ambiente sui geni In altri […]

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Ha senso trasformare la ricerca di un figlio in un momento di potenziamento della salute personale e del proprio partner? Ha senso pensare di apportare dei benefici nei futuri genitori nella speranza che ne goda anche il nascituro?

Sì, se si comprende il ruolo cruciale dell’epigenetica e del microbiota.

Epigenetica: l’importanza dell’ambiente sui geni

In altri articoli è già stato affrontato questo tema, ma è sempre utile ricordare che le modifiche del patrimonio genetico non si limitano alle mutazioni. Tutt’altro. La gran parte delle modifiche del genoma si verificano non tanto per un cambiamento strutturale, quanto piuttosto per una diversa espressione della stessa struttura: alcune sequenze geniche possono venir lette e trascritte o meno a seconda che la struttura del patrimonio genetico sia  “distesa” o “compatta” (per approfondire: Epigenetica: l’influenza dell’ambiente sui geni)

L’epigenetica, insomma, usando le parole del Dott. Alberto Fiorito, “rappresenta un progressivo adattamento dell’uomo all’ambiente in cui vive. Se il DNA è un programma che racchiude l’intera storia di una specie, l’epigenoma può essere indicato come quella condizione ambientale intorno ai geni che ne consente o meno l’espressione.”

Fetal Programming 

Dobbiamo quindi pensare al genoma come ad una struttura dinamica ed interattiva con l’ambiente (inteso come tutte le sollecitazioni in grado di indurre delle modifiche), capace di reazioni adattative particolarmente spiccate nelle prime fasi della vita, quando le cellule hanno una maggior plasticità che consente loro di differenziarsi progressivamente nei vari tipi cellulari specializzati (ad es. una cellula muscolare deve svolgere compiti differenti da una cellula epatica, ma entrambe hanno origine dalle stesse cellule). Questo concetto è anche noto come fluid genome. Il genoma ha bisogno di essere regolato, e questo accade attraverso l’ambiente.

Da tutto ciò si comprende come il feto sia molto vulnerabile agli agenti esogeni durante la vita prenatale (ed in tal caso è utile leggere: Prepararsi alla gravidanza con la Medicina Ayurvedica) ma molte ricerche dimostrano che sono cruciali anche i primi 3 anni di vita: in questo lasso di tempo l’esposizione chimica può provocare dei cambiamenti epigenetici in grado di imprimersi nel genoma e di indurre delle modifiche funzionali nei tessuti e negli organi.

Quando si parla di Fetal Programming, quindi, si intende l’insieme di tutti quei fattori metabolici e nutrizionali che agiscono in fase precoce di sviluppo inducendo dei cambiamenti duraturi sulla fisiologia. Può infatti accadere che si verifichi una serie di alterazioni nella programmazione epigenetica nel momento in cui l’embrione/feto percepisca l’ambiente in cui si sta crescendo come non favorevole allo sviluppo del suo programma genetico. E questo, a sua volta, ha importanti ripercussioni su quella che è la futura salute del bambino.

Lo stress della madre condiziona il bambino

Il comportamento materno è un esempio importante di programmazione ambientale dell’espressione genica. Studi dimostrano che vi può essere una trasmissione intergenerazionale di un comportamento adattativo. Nelle prime fasi della vita, infatti, il feto è come se “registrasse” le condizioni ambientali che dovrà affrontare nella vita da adulto, e modella il sistema dello stress sulla base di questo imprinting. In altre parole, la mamma programma la reattività dei circuiti cerebrali fondamentali legati allo stress. Questo può causare un’iperattività del sistema dello stress: si creerà una base biologica (sistema dello stress, ippocampo e amigdala) che interagirà con l’ambiente familiare, culturale e sociale, e in tal modo si andrà a costituire la personalità dell’individuo.

Un’altra considerazione importante è che l’asse dello stress (ipofisi, ipotalamo e ghiandole surrenali) si forma già durante la 14-16ima settimana di gestazione. Nel bambino nato a termine i 3/4 del cortisolo (ormone dello stress) circolanti sono prodotti da lui, ma nelle prime settimane di gravidanza dipende invece dal cortisolo materno. Un’eccessiva esposizione al cortisolo materno può avere delle ripercussione anche sulla crescita e sulla glicemia del bambino.

Il microbiota materno

Molte ricerche degli ultimi anni stanno sviscerando l’impatto del microbiota (l’insieme di batteri, virus, funghi ed archea che convivono nel nostro corpo e chebsono particolarmente concentrati nell’intestino; a tal riguardo: Il Microbiota umano: un coinquilino indispensabile) su molti aspetti della salute. Salute non solo intestinale, ma globale della persona. Se un tempo si pensava che il feto fosse “sterile” e venisse nei fatti colonizzato solo durante il parto, ora si sa che il microbiota materno passa al feto già durante la gravidanza, arrivando nel cordone ombelicale, nella placenta, nonché nel meconio. Il processo di colonizzazione del feto ha come momento cruciale il passaggio attraverso il canale del parto. E’ stato visto che, a tal fine, il microbiota vaginale materno subisce delle modifiche in prossimità del parto, con una riduzione delle specie batteriche presenti a favore dei lattobacilli (specie normalmente presente nell’intestino tenue). In tal modo le specie residenti nel tratto riproduttivo creano quello schema di microbi che formerà la base del microbiota intestinale del bambino e che si manterrà per tutta la vita. Ecco perché il parto vaginale svolge un momento cruciale nella formazione dell’individuo.

Quando vi è un parto cesareo la colonizzazione dell’intestino avviene attraverso i microbi della pelle della madre, delle infermiere, delle ostetriche, dei medici e degli altri neonati del reparto maternità, e i bifidobatteri (decisamente benefici per l’organismo) impiegano più tempo a colonizzare l’intestino. Non sono ancora note le conseguenze di questa catena di eventi sul lungo periodo, ma sarebbe importante tenerne conto, visto che in Italia il numero di parti cesarei è davvero preponderante.

Altro aspetto da non sottovalutare è che lo stress incide in modo sfavorevole sul microbiota materno e, di riflesso, su quello del nascituro. Poiché, come approfondito in altri articoli, esiste una forte connessione tra cervello e intestino, le ripercussioni di un microbiota alterato può infatti riverberarsi su molti aspetti della salute del bambino.

Il ruolo cruciale della placenta

La placenta, organo di rara complessità, svolge un compito di vitale importanza nella gestione dell’ambiente intrauterino. E’ di fatto una “sala di controllo“, per usare l’espressione della Dott.ssa Zora Giovanna del Buono, poiché facendo da filtro protegge l’ambiente in cui cresce il feto. Sono state studiate delle correlazioni dirette tra il passaggio di componenti pro-infiammatorie del metaboloma (ovvero del complesso di metaboliti prodotti dal microbiota) della madre e le modifiche del genoma fetale. Ciò significa che uno stato infiammatorio della madre comporta uno stress che incide sull’espressione dei geni del figlio.

Tra gli xenobiotici che attraversano la placenta per diffusione passiva e raggiungono il feto, è il caso di ricordare gli interferenti endocrini, ovvero delle sostanze in grado di mimare gli ormoni e di stimolare il sistema ormonale. Gli interferenti endocrini non solo possono generare patologie tumorali ormono-dipendenti, ma aumentano anche il numero di preadipociti (i precursori delle cellule del tessuto adiposo), favorendo l’obesità. Ma ciò ciò è importante anche per il fatto che il tessuto adiposo, che viene in tal modo stimolato, può essere un vero e proprio deposito di inquinanti organici, che vengono in tal modo resi inerti dall’organismo, ma possono venire rimessi in circolo in caso di dimagramento.

Cosa significa, allora, prepararsi alla gravidanza?

Nelle fasi iniziali della vita è importante che i tessuti si sviluppino nel modo migliore, garantendo un ambiente pulito che consenta la crescita di cellule, organi e di un microbiota forti ed in equilibrio.

Perché questo possa accadere è necessario che la programmazione della gravidanza parta con mesi di anticipo e si ponga come obiettivo uno stato ottimale di salute dei genitori. Essere consapevoli di come l’ambiente che plasma il genoma sia rappresentato da alimentazione, idratazione, attività fisica, sonno, stress, inquinamento ambientale, abitudini e via dicendo è il primo passo di questo percorso.

La dieta sana, che comprenda anche pro- e pre-biotici, è un punto importante. La qualità delle materie prime, l’assunzione di cibi biologici, la varietà alimentare, rappresentano un target a cui mirare. A tal riguardo si suggerisce la lettura di: Eubiosi intestinale: l’importanza dei probiotici e La nostra salute dipende dalla salute del nostro microbiota: 7 consigli per mantenerla.

La riduzione dell‘inquinamento indoor, la ridotta esposizione all’inquinamento ambientale sarebbe ottimale. Nel momento in cui non sia possibile, è consigliabile assumere dei chelanti e degli antiossidanti in grado di ridurre lo stress ossidativo cui vengono sottoposte le cellule.

Infine, ma non per ultimo, bisogna provare a limitare lo stress. Esistono utili tecniche di respirazione e lam meditazione che possono venire in aiuto alle future mamme, o si può pensare di organizzare la giornata in modo più appropriato ed in grado di conciliare alcune richieste della donna in gravidanza. La minor esposizione allo stress riduce anche il rischio di infezioni, e quindi la possibile necessità di assumere antibiotici, che di per sé sono in grado di perturbare l’equilibrio del microbiota (vedi anche Il microbiota, l’abuso di antibiotici e l’aumento di peso).

Tutto questo lascia intendere come sia necessario porre delle basi prima della gravidanza, per mettere i genitori nelle condizioni di massima salute e dare alla madre gli strumenti per affrontare al meglio la gravidanza. Da ciò dipende la futura salute del bambino, in un modo di cui non siamo ancora totalmente consapevoli.

Articoli correlati:

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Bibliografia:

Fiorito Alberto, Nutrizione e Benessere, La Medicina Biologica, 2019 (159): 53-57

Del Buono Zora Giovanna, Le implicazioni dell’esposizione ambientale a inquinanti sul fetal programmin: il lato oscuro dell’epigenetica e un possibile approccio con l’isopatia Sanum, Omeopatia Oggi, 2019 (61): 29-33

Emeran Mayer, La comunicazione mente- pancia, 2016, Edizioni Il Punto d’Incontro

Bottaccioli F, Il sistema immunitario: la bilancia della vita, 2008, Tecniche Nuove

Waterland, R. A., & Jirtle, R. L. (2003). Transposable Elements: Targets for Early Nutritional Effects on Epigenetic Gene Regulation. Molecular and Cellular Biology, 23(15), 5293–5300.doi:10.1128/mcb.23.15.5293-5300.2003

 

 

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