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Metalli tossici: una minaccia reale?

Ogni anno nel mondo vengono prodotte più di 1000 nuove sostanze chimiche, per un ammontare di circa 400 milioni di tonnellate. Di esse più di 300 sono state riscontrate nei fluidi corporei umani. Non esistono attualmente studi che analizzino le ripercussioni sulla salute dell’uomo di tutti questi composti, così come vi è una grande difficoltà […]

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Ogni anno nel mondo vengono prodotte più di 1000 nuove sostanze chimiche, per un ammontare di circa 400 milioni di tonnellate. Di esse più di 300 sono state riscontrate nei fluidi corporei umani. Non esistono attualmente studi che analizzino le ripercussioni sulla salute dell’uomo di tutti questi composti, così come vi è una grande difficoltà nel valutare l’effetto di una loro interazione. I danni causati dall’esposizione perpetuata nel tempo, infatti, non è puramente cumulativo, ma è molto più vasto in quanto si tratta di sostanze in grado di potenziarsi tra loro. Oltretutto gran parte delle sostanze tossiche sono composte da legami tra più molecole.

In questo grande ammontare di sostanze, di cui fanno parte anche gli interferenti endocrini e le nanoparticelle, sono inclusi anche i metalli tossici.

I metalli tossici

Quando si parla di metalli tossici non ci si riferisce esclusivamente ai metalli pesanti. Questo perché uno stesso metallo, a livello delle cellule umane, può essere indispensabile o tossico a seconda dei dosaggi. Indispensabile perché molte delle funzioni cellulari richiedono la presenza di metalli pesanti come ferro, rame, zinco ed altri (quelli che sono definiti gli oligoelementi). Esempi sono quelli dello zinco, cofattore di una serie di processi enzimatici, o della vitamina B12, che necessita di un atomo di cobalto per essere attiva. Tossico perché un eccesso di quantità può avere ripercussioni negative.

Per metallo pesante si intende un elemento chimico che possieda un peso specifico superiore a 5 (cinque volte quello dell’acqua). Questo implica che l’organismo umano non è in grado di metabolizzarlo né tanto meno eliminarlo del tutto qualora venga assunto in eccesso.

I metalli tossici possono essere distinti in due categorie: quelli pesanti in eccesso, che hanno ripercussioni dannose sull’organismo, e quelli esclusivamente tossici, come mercurio, alluminio, piombo,… Non sono utili e la loro tossicità si presenta anche a dosaggi infinitesimali.

Dove si trovano

L’uomo è stato esposto ai metalli tossici da sempre. Già Ippocrate, padre della medicina vissuto nel V secolo a.C., riferiva di episodi di intossicazione acuta da metallo parlando di coliche addominali in un uomo che estraeva metalli. Tuttavia negli ultimi 150 anni il livello di esposizione ai metalli tossici è aumentato di circa mille volte.

Oggi giorno i metalli tossici si trovano ovunque: nell’aria, nei tubi di scappamento, nell’industria, negli aerei, negli alimenti, nelle pentole, nelle sigarette, nelle pile e nelle batterie dei cellulari, nelle scatole di alimentazione elettriche, negli schermi CRT, negli inchiostri e nelle cartucce di toner, nelle fotocopiatrici, nelle stampanti, nelle lampade fluorescenti che forniscono retroilluminazione negli LCD, nei rilevatori di incendio/furto, nei cosmetici, nei deodoranti, nelle pitture, nelle moquette sintetiche, nei vaccini, nelle otturazioni dentarie, nell’acqua potabile di alcuni paesi e via dicendo…

Limitandosi a pochi esempi:

  • molti pesci di taglia grande sono noti per essere ricchi di metalli come il mercurio
  • le otturazioni dentarie di amalgama sono composte di mercurio per il 6-15%, esponendo l’organismo ad un contatto diretto costante con questo metallo (sono stati sviluppati materiali biocompatibili di nuova generazione in grado di ovviare al problema)
  • i deodoranti spesso e volentieri contengono alluminio, che si deposita nelle ghiandole sudoripare delle ascelle (in questo senso è importante ricordare la vicinanza con le ghiandole mammarie e chiedersi se vi possa essere una correlazione con l’aumentata incidenza di carcinoma mammario degli ultimi decenni)

 

Malattie associate ai metalli pesanti

La medicina sa riconoscere ed affrontare prontamente le intossicazioni acute da metalli tossici, che si presentano in modo ben manifesto e critico. La questione cruciale, però, rimane che un’esposizione cronica a metalli pesanti può essere dannosa, causando un quadro patologico o andando ad aggravare malattie o condizioni preesistenti.

I sintomi associati ad un’intossicazione cronica da metalli sono inoltre molto vaghi: amnesia, stanchezza, prestazioni scadenti per quanto riguarda l’area cognitiva, spasmi e crampi muscolari o anche atrofia muscolare, insonnia, depressione, stanchezza e debolezza, cefalea, sensazione di vedere annebbiato, dolori addominali, alterazioni del ritmo intestinale (diarrea o stipsi) nausea, gusto metallico in bocca, anemia, allergia, osteoporosi…

Si tratta di condizioni vaghe, associabili a molti altri quadri patologici e quindi non sempre riconducibili ad un quadro di intossicazione cronica da metalli pesanti.

Meccanismi di azione

In base al tipo di metallo tossico varia anche il tipo di danno causato. Però esistono dei meccanismi ricorrenti:

  • i metalli tossici sostituiscono elementi essenziali all’organismo prendendone il posto (ad esempio il piombo antagonizza gli effetti del calcio sia a livello dei nervi che delle ossa; sostituisce anche il ferro a livello dell’emoglobina)
  • creano dei legami con le molecole organiche: questa modifica è causa di malfunzionamento se non morte delle cellule coinvolte
  • causano irritazione diretta a livello dei tessuti, in primis la membrana cellulare
  • aumentano lo stress ossidativo, producendo radicali liberi.

 

La necessità di nuovi studi

L’idea di approfondire e ampliare le ricerche sui metalli tossici è quanto mai attuale, per via di tutte le possibili implicazioni in molte patologie largamente diffuse: dall’obesità (il grasso, oltre ad essere un deposito di calorie, potrebbe essere infatti un valido meccanismo che il corpo umano adotta per compartimentalizzare le sostanze tossiche), al Morbo di Alzheimer (alcuni studi dimostrano che in laboratorio è possibile creare condizioni simili nel topo esponendolo a livelli eccessivi di alluminio), alle infezioni da Candida Albicans (è stato visto che questo fungo ha la capacità di legarsi al mercurio) e via dicendo…

Nuove ricerche sono uno strumento indispensabile per poter conoscere meglio e fronteggiare tutta la problematica connessa ai metalli tossici.

Terapia chelante

Esistono terapie valide, definite terapie chelanti, per via della capacità di legare (come le chele di un granchio, da cui chelante) i metalli tossici ed altre sostanze. L’EDTA (acido etilendiamminotetracetico) è un farmaco efficace e dotato di scarsi effetti collaterali, somministrabile in diverse modalità, con effetti positivi anche sulle problematiche cardiovascolari, data la capacità di rimuovere il calcio laddove non dovrebbe essere presente, in primis a livello delle lesioni aterosclerotiche. Ma è solo un esempio: oltre a composti chimici, esistono sostanze presenti in natura, come il glutatione, che svolgono un ruolo estremamente importante non solo contro i metalli tossici ma in corso di qualsiasi stato infiammatorio.

E’ dunque possibile cercare di ridurre l’esposizione ai metalli tossici mediante un maggior controllo dei prodotti utilizzati, rimanendo tuttavia coscienti del fatto che l’introduzione di queste sostanze nel nostro organismo va ben oltre le personali capacità (sono presenti anche nell’aria, si depositano sui cibi, si trovano nell’acqua…). Per ridurre la quantità introdotte in eccesso esistono poi terapie specifiche prescrivibili dal medico.

Consigli per la quotidianità

Nella vita di tutti i giorni è possibile prendere delle precauzioni per limitare l’esposizione ai metalli tossici:

  • consultare l’etichetta dei prodotti acquistati per verificare l’assenza di metalli tossici
  • evitare di usare deodoranti contenenti alluminio
  • evitare cibi conservati in scatola e preferire quelli conservati in vetro, acqua compresa
  • prediligere prodotti biologici, in quanto non presentano l’aggiunta di pesticidi ed altri prodotti potenzialmente tossici
  • scegliere prodotti per la casa naturali, non abusando di deodoranti per l’ambiente
  • ridurre l’esposizione a smog e inquinanti stradali ed, almeno in inverno, fare ricorso a una sciarpa davanti a naso e bocca per filtrare minimamente e riscaldare l’aria respirata.

 

Infine va tenuto conto che l’uomo ha a disposizione un efficace strumento per favorire l’eliminazione diretta delle tossine: la sudorazione. Ostacolarla non è pertanto un bene.

Bibliografia:

  • Ferraro F, La terapia chelante. Disintossicarsi dai metalli tossici, 2014, Macroedizioni
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