post-title Yggdrasilhttps://sentierodellasalute.com/wp-content/uploads/albero1-e1429660435277.jpg 2015-04-22 00:54:15 yes noInserito da

Yggdrasil

Yggdrasil è l’Albero Cosmico, una figura mitologica carica di significati ancestrali. Attraversa in modo trasversale innumerevoli culture in quanto è di per sé la rappresentazione dell’Universo e della Conoscenza. Essendo un’immagine così solida nell’inconscio umano, con molteplici sfaccettature, sembra perfetta per un concetto di salute radicata in leggi e meccanismi fisiologici senza tempo. Nella tradizione […]

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yggdrasil2Yggdrasil è l’Albero Cosmico, una figura mitologica carica di significati ancestrali. Attraversa in modo trasversale innumerevoli culture in quanto è di per sé la rappresentazione dell’Universo e della Conoscenza. Essendo un’immagine così solida nell’inconscio umano, con molteplici sfaccettature, sembra perfetta per un concetto di salute radicata in leggi e meccanismi fisiologici senza tempo.
Nella tradizione norrena Yggdrasil è il grande frassino che si erge al centro dell’Universo. Esso rappresenta la continuità e la stessa vita dei nove mondi che costituiscono il cosmo. Le sue radici attingono alle sorgenti più antiche e profonde dell’Universo, mentre i suoi rami sostengono e coprono tutti e nove i mondi. È insomma l’axis mundi, nonché la sede principale degli Dei, che presso di esso tengono il loro consiglio. Rappresenta dunque il cosmo e la sua crescita, generazione e rigenerazione.
Yggdrasil si inserisce lungo una tradizione diffusa tra molti popoli germanici, che veneravano gli alberi ed identificavano in un albero sacro il sostegno dell’Universo. Si diceva che l’albero crescesse vicino ad un tempio e ad una fonte, ed era un luogo destinato a riti pagani. Si ritiene che i popoli germanici fecero propria parte della cultura finnica, con cui vennero a contatto durante le loro campagne di conquista.
L’immaginario dell’albero rientra in una concezione sciamanica diffusa tra le popolazioni uraloaltaiche, secondo la quale non costituisce solo l’asse che unisce cielo, terra ed inferi, ma è anche il tramite attraverso il quale lo sciamano è in grado di uscire dal nostro mondo per salire o scendere attraverso i molteplici livelli dell’essere.
Secondo la tradizione, la figura di Yggdrasil è strettamente legata a quella di Odino, divinità principale della mitologia germanica. Infatti non solo il dio vi rimase appeso per nove giorni, trafitto da una lancia, al fine di impossessarsi del significato e del potere delle rune, ma in suo onore a questo stesso albero venivano impiccate le vittime sacrificali: da qui l’origine del nome Yggdrasil, che significa “il destriero del terribile”.
Molte sono le creature che dimorano nell’albero: tra le radici un serpente-drago, Nidhogg, mentre tra i rami ha fatto il nido un’aquila, Hraesvelg (con un falco, Vedrfölnir, in mezzo agli occhi). Lo scambio di vere e proprie maldicenze tra i due vede come messaggero uno scoiattolo, Ratatosk (quasi a rappresentare la costante comunicazione tra gli opposti: cielo e terra, spirituale e materiale, bene e male…). Vi sono poi quattro cervi e una capra, Heidrun, il cui latte nutre gli eroi di Odino. La presenza di queste creature non ha solo connotati positivi: l’albero ne è morso e dilaniato. Importante è però sottolineare come la triade albero-aquila-serpente sembri radicata nella coscienza umana dagli albori: già i Sumeri, nel poema “Inanna, Gilgamesh e gli inferi” narrano di come nell’albero sacro Huluppu albergassero un serpente restio ad ogni incantesimo, una creatura non ben definita (forse un gufo) e l’uccello tempesta. Si racconta anche che gli Aztechi capirono di aver trovato una nuova patria quando videro un cactus su cui era poggiata un’aquila con un serpente tra gli artigli.
Yggdrasil sembrerebbe inoltre la raffigurazione di qualche antica concezione cosmologica. La discussione di questo argomento richiederebbe un trattato intero e questa non è la sede corretta. È interessante però riportare come le sue tre radici si dirigano in tre direzioni diverse, andando ad attingere ad altrettante fonti primordiali. Possono essere anche intese come delle direttrici astronomiche (indicano i due poli della sfera celeste e il punto equinoziale). La prima attinge alla sorgente primordiale, luogo originario della creazione, dove riconfluiscono i fiumi (rappresentazione delle energie) dopo aver attraversato l’Universo intero. La seconda radice origina dalla fonte dove sono nascoste sapienza e conoscenza: per attingere ad un sorso di quell’acqua Odino sacrificò un occhio. La terza radice raggiunge la sorgente presso cui si riuniscono gli dei e dove risiedono le tre fanciulle, Norne (Destino, Esistenza e Necessità), che decidono il destino di tutti gli uomini. Queste tre “Parche” evitano che i rami secchino o periscano dando ad Yggdrasil acqua e fango.
Yggdrasil, secondo questa complessa visione, è quindi l’albero che regge l’Universo, gli infonde vita e sapienza, ne segna il tempo ed il destino. È una fitta rete che mette in comunicazione le diverse dimensioni tra loro, facendo da ponte e mezzo di scambi.
Yggdrasil è tutt’ora un simbolo di rara bellezza, che tenta metaforicamente di rappresentare la profonda realtà dell’Universo. La sua forte connessione tra le diverse dimensioni dell’esistenza può essere allegoricamente trasferita ad un’idea di salute che coinvolga tutte le sfere della umana: corpo, mente e spirito. Le radici che affondano nelle profondità del Cosmo ricordano l’antica saggezza che, attraverso i secoli, è giunta fino a noi ed è tutt’ora fonte di Conoscenza. Il fatto che segni il tempo del Cosmo riconduce all’importanza di essere aperti ai progressi della scienza e della conoscenza umana. Si propone così come un monito: è fondamentale avere basi solide per poter crescere e migliorare.

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