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L’etica del sorriso

“Un sorriso non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno.” (F. Schiller) Chi sa sorridere sa vivere! Con questa frase, provocante e stimolante, vogliamo entrare con semplicità e delicatezza nella riflessione filosofica che il titolo ci propone: l’etica del sorriso. Come ogni volta, partiamo col porci due domande che servono ad aprire […]

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“Un sorriso non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno.” (F. Schiller)

Anton_Graff_-_Friedrich_SchillerChi sa sorridere sa vivere! Con questa frase, provocante e stimolante, vogliamo entrare con semplicità e delicatezza nella riflessione filosofica che il titolo ci propone: l’etica del sorriso. Come ogni volta, partiamo col porci due domande che servono ad aprire la nostra mente e favorire il pensiero: Che significato ha il sorriso nella mia vita? Perché è così importane sorridere?. Sappiamo bene che stiamo vivendo un periodo storico, sociale e politico caratterizzato da un grande disorientamento che tocca tutti gli aspetti della nostra esistenza e del nostro animo. Siamo consapevoli del fatto che cercare una linea ferma e salda di pensiero e di azione non sempre è facile, soprattutto per il fatto che siamo continuamente “bombardati” da un’infinità di messaggi, slogan, provocazioni, che, più che aiutarci, spesso aumentano questo disorientamento. Non sempre abbiamo lo stesso umore, la stessa positività, non sempre riusciamo a cogliere il meglio che si presenta quotidianamente davanti ai nostri occhi. Frenesia e inerzia scorrono nelle nostre vene come un antidoto che crediamo efficace e che invece si trasforma la maggior parte delle volte in veleno che oscura l’orizzonte. Siamo costantemente buttati, sospesi, centrifugati, colpiti da qualsiasi cosa possa distrarci dal vero obiettivo personale che ciascuno si è prefissato. Insomma, detto in altre parole, non è per nulla semplice imparare a vivere. Ma questo non vuol dire assolutamente “negatività”. La filosofia e il pensiero, ancora una volta, ci vengono incontro per aiutarci a capire una cosa importante: il “COME”. Nella vita è il “Come” che fa la differenza, in qualsiasi situazione.

E cosa centra il sorriso con questa riflessione? Il sorriso è la base che fa sì che il “COME” prenda vita. Il sorriso è quella dimensione di esistenza che ci rende capaci di cogliere la bellezza del passato, che ci aiuta a vivere con positività il presente, e ci proietta con speranza nel futuro. Il sorriso è l’aria viva e vera per i nostri polmoni, può essere la forza che spinge il nostro cuore, l’ossigeno purificatore della nostra mente, il motore del nostro corpo. Chi sa sorridere, sa vivere. E solamente in questa prospettiva il sorriso è la più alta eccezione, in tutto.

Analizzando brevemente la parola “sorriso” possiamo accorgerci della ricchezza che si cela dietro. Per fare ciò, prendiamo spunto da una riflessione del Dr. Anglesio Farina Giovanni, un contemporaneo medico odontoiatra piemontese che nella sua clinica, prima ancora della cura medica, ha dato enorme importanza alla filosofia del benessere: “Il termine “sorriso” deriva dal latino “sub-ridere” e indica un gesto attenuato rispetto al riso vero e proprio. Per intenderciLaughing_Fool se il riso viene comunemente accostato alla comicità, il sorriso è proprio dell’umorismo. Nel nostro immaginario il sorriso è più moderato, discreto, persino meno licenzioso della risata, termine che può essere accompagnato da aggettivi quali “sonora”, “sguaiata”, “cristallina” e via dicendo. Il sorridere, per sua natura discreto, talora ambiguo, non si presta ad interpretazioni unilaterali: ha significati più misteriosi e intriganti. In questo senso l’esempio forse più noto è l’enigmatico sorriso di Madonna Annalisa Gherardini, ai più nota come Monna Lisa. Se al tempo dei miti greci il riso degli Dei era considerato energia che permeava il cosmo e creatrice di tutte le cose mondane, i filosofi greci cominciarono a gettare qualche dubbio in merito. Aristotele, per chiudere ogni questione in merito, definì il riso “brutto e deforme.“ Come al solito il Filosofo per eccellenza non lasciava molto spazio al dibattito. Tuttavia considerava il sorriso “pacato ed educato che non offende ma si avvale del tatto proprio degli uomini virtuosi.”

Il sorriso, quindi, non è solamente un semplice “actus essendi”, ovvero mera gioia apparente, ma è un “actus vivendi”, cioè un chiaro e preciso modo d’essere. Ora guardiamo con attenzione la nostra vita: gioia, dolore, sofferenza, tristezza, euforia, entusiasmo, depressione, sfiducia. Questa nostra nobile ma complicata esistenza è un eterno mix di tali stati d’animo. Il sorriso è la catena che tiene uniti tutti questi sentimenti, è la vera medicina che dà senso sia alle esperienze più belle sia alle situazioni più nere e lugubre. Il sorriso è un miracolo quotidiano, una sorta di “armatura” da indossare con attenzione e con estrema consapevolezza, ma che una volta indossata rende le battaglie e le vittorie delle vita estremamente affascinanti.

Impariamo a sorridere! Armiamoci di questo potente scudo, diamo forza al “Perché” della nostra vita e spalancheremo in modo certo e sicuro le porte al “COME” che renderà brillante ogni singolo momento di essa.

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