post-title Allergie: l’importanza di una buona digestionehttps://sentierodellasalute.com/wp-content/uploads/woman-698990_1280.jpg 2016-10-18 22:01:38 yes noInserito da

Allergie: l’importanza di una buona digestione

Cos’hanno a che fare allergie e digestione? Decisamente molto! Una cattiva digestione del materiale proteico può portare ad un’attivazione del sistema immune con reazioni eccessive e successivo sviluppo di allergie alimentari. Ma partiamo con ordine. Il crescente problema delle allergie alimentari Il numero di persone che presenta delle allergie alimentari è di tale entità da poter considerare […]

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Cos’hanno a che fare allergie e digestione? Decisamente molto!

Una cattiva digestione del materiale proteico può portare ad un’attivazione del sistema immune con reazioni eccessive e successivo sviluppo di allergie alimentari.

Ma partiamo con ordine.

Il crescente problema delle allergie alimentari

Il numero di persone che presenta delle allergie alimentari è di tale entità da poter considerare questa problematica come la maggiore del mondo Occidentale. Sebbene fino al 20% di tutti i pazienti ritenga di soffrire di una qualche allergia, solo il 3-4% ne è oggettivamente affetto.

Il vero problema è che il numero di allergie è in costante aumento e soprattutto si riscontra un incremento della severità delle reazioni avverse da cibo.

Due tipi di proteine

Le proteine si possono distinguere in due differenti categorie:

  1. allergeni alimentari completi o di classe 1, che sono di fatto in grado di sensibilizzare il sistema immune, oltre a legare le Immunoglobuline E (IgE). Non si possono denaturare. Esempio sono la beta-lattoglobulina del latte vaccino e le proteine stabili delle arachidi
  2. allergeni alimentari incompleti o di classe 2: in questo caso sono in grado di elicitare i sintomi solo se in precedenza c’è stata una sensibilizzazione del sistema autoimmune con un concomitante allergene inalatorio. Un esempio è quello del Betv 1, il principale allergene della betulla, che è anche presente in vegetali e frutta come mele, pere, albicocche e ciliegie.

 

Il ruolo del sistema digerente

La crucialità del nostro apparato digerente è stata trattata in diversi articoli del Sentiero della Salute (in primis L’intestino: il nostro secondo cervello sensibile alle emozioni), perché di fatto rappresenta un’estesissima interfaccia tra il corpo umano e il mondo esterno. Compito non da poco, se si pensa che consente di distinguere ciò che è estraneo e di categorizzarlo in pericoloso (e suscitare quindi una risposta del sistema immunitario) o inerme (e quindi poterlo assimilare per trasformarlo in forma di energia).

L’apparato digerente rappresenta quindi, prima di tutto, una valico da sorpassare, e in superficie è costituito da una barriera mucosa (fatta di cellule strettamente adese e di muco) e da meccanismi immunologici molto complessi. Ciò nonostante, una parte delle proteine immunologicamente attive entra in circolo già a partire dalla mucosa orale. Questo accade per certe proteine presenti nelle arachidi, per quelle del latte (beta-lattoalbumina), nelle uova (ovalbumina), ed anche del pesce. Quello che si verifica nel tratto orofaringeo rappresenta quindi il primo contatto degli alimenti e dei loro allergeni con il sistema immunitario.

Ciò che è cruciale, però, è che la maggior parte delle proteine, lungo il canale digerente, subisce un processo di denaturazione e digestione. Questo è reso possibile sia dall’ambiente acido dello stomaco, che da quello alcalino del duodeno, premesse indispensabili per l’attivazione di tutti gli enzimi gastrici e pancreatici.

 

Un’eccessiva esposizione

Come si è visto alcune proteine sono in grado di entrare in circolo in condizioni normali.

Può però succedere che questo fenomeno sia eccessivo. Un maggior passaggio di proteine nel sistema circolatorio può associarsi a diversi quadri, infatti. In primis ad aumento della permeabilità di barriera, come si verifica in corso di malattia celiaca o del periodo perinatale, in cui la barriera intestinale è ancora immatura e sta sviluppando le sue funzioni.

Un’altra condizione cruciale è l’alterazione del pH gastrico. Nello stomaco, infatti, è strettamente necessario un ambiente molto acido perché gli enzimi –  secreti in forma inattiva- diventino in grado di operare la loro digestione. Nei fatti ci sono delle alterazioni del pH durante il corso della vita: i neonati, ad esempio, hanno un pH molto alcalino (6-8) nei primi due giorni di vita e raggiungono il livello di acidità tipico dell’adulto solamente al compimento dei due anni. Anche con l’avanzare dell’età si verifica un’alterazione dell’ambiente gastrico (circa 1 ultrasessantenne su due ha una ridotta secrezione di acidi gastrici).

Quadri patologici che influiscono sul mantenimento del giusto ambiente gastrico sono anche la gastrite atrofica, il diabete, l’artrite reumatoide, il morbo celiaco e la Sindrome di Sjogren.

Ma una delle condizioni in assoluto più diffusa che porta ad una riduzione dell’acidità gastrica è l’uso di protettori gastrici. Tutti i farmaci antiacidi come gli inibitori di pompa protonica (PPI), il sucralfato, i bloccanti del recettore H2 alterano l’ambiente dello stomaco (in tal caso leggere: I protettori gastrici: un’abitudine molto rischiosa) ed interferiscono con le funzioni che questo svolge come la protezione contro la crescita e diffusione dei batteri. Addirittura in alcuni studi la sovrapproduzione di gastrina che consegue a questa inibizione della produzione di acido cloridrico, potrebbe essere un fattore di rischio per il tumore gastrico.

Una cattiva digestione può essere la causa di molte allergie

In conclusione da alcuni studi è emerso come la presenza contemporanea di alimenti che presentano allergeni suscettibili alla digestione e di un pH gastrico alterato favorisce la formazione di anticorpi IgE specifici per quegli allergeni e porta ad una reattività delle mucose e della pelle. Ovvero la mancata digestione delle proteine porta allo sviluppo di allergia. Una buona digestione, per contro, riduce la possibilità di reazioni crociate tra antigeni (ovvero la risposta del sistema immune contro un antigene che abbia aspetti simili a quello per cui si ha allergia).

L’importanza della conservazione della funzionalità gastrica è centrale: se le proteine vengono esposte agli enzimi gastrici allora il processo di digestione avrà luogo (con lo sviluppo di tolleranza da parte del sistema immune). Se invece le proteine proseguono il loro transito indenni, come accade nel caso di assunzione di protettori gastrici, allora è facile che insorgano allergie al cibo IgE mediate.

Ecco quindi perché è importante avere una buona digestione ed evitare l’uso di protettori gastrici laddove non sia necessario, o limitarla nel tempo!

 

 

Untersmayr E, Jensen-Jarolim E. The role of protein digestibility and antacids on food allergy outcomes. J Allergy Clin Immunol. 2008 Jun;121(6):1301-8; quiz 1309-10. doi: 10.1016/j.jaci.2008.04.025.

Riemer AB, Gruber S, Pali-Schöll I, Kinaciyan T, Untersmayr E, Jensen-Jarolim E. Suppression of gastric acid increases the risk of developing immunoglobulin E-mediated drug hypersensitivity: human diclofenac sensitization and a murine sensitization model. Clin Exp Allergy. 2010 Mar;40(3):486-93. doi: 10.1111/j.1365-2222.2009.03363.x. Epub 2009 Oct 7.


 

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